La permanenza nel sud-est asiatico lo porta anche a Singapore, dove espone i primi artwork allo I.E.C di Malacca (Malesia) e successivamente a Shangai. Al suo rientro in Italia si concentra sul tema del Cambiamento, inteso anche come cambiamento climatico, un tema ecologico quanto mai attuale. Lavora poi sulla trasformazione e dissolvenza della materia esponendo le prime opere nella mostra personale WHAT-ER acque acide, curata da Alberto Moioli. Negli anni successivi continua a sviluppare lo stesso concept, concentrandosi anche sulla genetica e la fisica quantistica, sperimentando nuove tecniche e materiali come plexiglass e acciaio inox, creando installazioni site-specific in gallerie e spazi pubblici integrando i suoi lavori con luci, suoni e proiezioni.
Proprio per il concept, i materiali e le tecniche usate, il lavoro di Ceruti è difficilmente etichettabile ed ascrivibile ad una sola disciplina artistica, sia essa pittura, scultura, installazione o videoart, poichè il suo lavoro, in continua mutazione, si muove fluidamente tra queste discipline, di fatto integrandole tutte come negli ultimi lavori della serie “Lightscape” , immagini catturate nel mondo sottomarino e rielaborate con una tecnica particolare a metà fra fotografia e pittura.